La grande casa degli Dei di Simona Colomba

Una volta giunti a Tahiti, le Isole Marchesi appaiono ancora come un sogno lontano: si trovano a circa 1.500 chilometri dalla più conosciuta isola della Polinesia. Si tratta di terre remote, geograficamente distanti dalle rotte più battute e quasi del tutto separate dalla civiltà. Sono isole in gran parte disabitate, se si considera che solo sei di esse possiedono una comunità stabile. Tuttavia, sono anche terre cariche di mito, luoghi che affascinarono artisti come il pittore francese Paul Gauguin e, qualche anno dopo, il cantante belga Jacques Brel, che vi trascorsero gli ultimi anni della loro vita e furono sepolti fianco a fianco.
Rugose e selvagge, con una natura vibrante e primitiva, quelle che i locali chiamano Enua Enata (terra degli uomini) formano un arcipelago di 12 isole vulcaniche che si innalzano come enormi fortezze verdi dal blu profondo del Pacifico.
Le coste sono per lo più frastagliate e rocciose, mentre l'interno è caratterizzato da foreste vergini che si arrampicano su montagne scoscese, abitate da capre e cavalli. L'arcipelago si divide in due gruppi di isole: il gruppo settentrionale, che include la grande Nuku Iva, Ua Pou e Ua Huka (l'isola dei cavalli), e il gruppo meridionale, con Hiva Oa (l'isola delle statue tiki), Tahuata e Fatu Hiva. Senza dubbio, il modo più suggestivo per esplorare queste isole è via mare, grazie all'assenza di barriera corallina che le rende facilmente accessibili, un caso unico in tutta la Polinesia Francese.
La principale isola delle Marchesi, Nuku Hiva, è formata da due vulcani sovrapposti, uno dei quali si apre come un anfiteatro e, scendendo verso il mare, crea un ampio porto naturale dove si trova la capitale, Taiohae. Le sue coste, non protette dalla barriera corallina, sono frammentate in baie, piccole penisole e scogliere battute dalle onde.
Taiohae ospita un paepae (una grande piattaforma di pietra), restaurato e decorato con sculture di artisti locali contemporanei, e la cattedrale delle Marchesi, costruita con pietre provenienti da tutte le isole dell'arcipelago, al cui interno sono conservate sculture lignee che rappresentano l'arte religiosa della regione.
Per gli amanti della natura, da non perdere sono le splendide baie di Anaho e Hatiheu, e nella valle di Hakaui, la straordinaria cascata di Vaipo (alta 350 metri), il cui accesso è sorvegliato da una serie di tiki che raffigurano divinità antiche e guerrieri.
L'isola di Gauguin, Hiva Oa, ha la forma di un cavalluccio marino ed è celebre per essere stata l'ultima dimora sia di Brel che di Gauguin. Atuona, la città principale, ospita la ricostruzione della maison du jouir, la casa-atelier dove il pittore trascorse gli ultimi anni, con disegni, fotografie, lettere e altri oggetti personali, oltre a copie delle sue opere più famose dipinte in quel periodo.
Nei dintorni si trovano bellissime baie, la spiaggia di sabbia nera di Taaoa e quella di sabbia bianca di Hanarekua. Non lontano dal villaggio di Hanaiapa, imponenti cascate si tuffano nell'oceano con un salto di circa 250 metri. Sull'isola si trovano anche i più grandi tiki in pietra di tutta la Polinesia e altri importanti siti archeologici.
L'ultima isola delle Marchesi raggiungibile via mare è Ua Pou, la più popolosa e geologicamente la più giovane. Grazie alle sue vette, spettacolari picchi di basalto, il paesaggio di quest'isola è unico nel suo genere. Arrivando via mare, la baia di Hakahau è un luogo ideale per ormeggiare la barca. Da qui, visitare il piccolo museo e il centro artigianale con sculture in pietra è il modo migliore per conoscere la cultura marchesina.
Conosciuta anche come «Grande casa degli dèi», Ua Huka è un'isola selvaggia che alterna scogliere ripide ad altopiani aridi. È il regno delle capre e di circa tremila cavalli selvaggi, che si possono incontrare lungo l'unica strada dell'isola, vicino alla riserva botanica.
Se le terre emerse di questo arcipelago affascinano da sempre, una vera sorpresa è rappresentata dal suo mondo sottomarino: acque calde, alghe, plancton e una fauna marina straordinariamente ricca fanno delle Isole Marchesi, e in particolare di Nuku Hiva, una destinazione imperdibile per gli amanti delle immersioni. Durante le immersioni, si possono incontrare razze manta, razze leopardo, squali, pesci martello, squali pinna bianca di scogliera e tutta la fauna marina di profondità: tonni, delfini e pesci spada.
La particolare geologia di queste isole vulcaniche le rende uniche: le spettacolari scogliere che si immergono nell'oceano, senza la barriera corallina, creano numerose grotte subacquee. La grotta Ekamako, profonda oltre cento metri, è il rifugio di grandi razze armate che i sub possono osservare da vicino.
Articolo di Simona Colomba
Foto: unsplash (moon-4-C3dSIZp68-)