Le terre dell'oro blu

Le terre dell'oro blu

Questo percorso, dedicato al guado e al colore Indaco, attraversa i paesi della cuccagna. Un viaggio, in cui interagire con il colore indaco, significa stimolare la nostra visione: la stimolazione del terzo occhio aumenta la connessione con l'intuito . Una porta per il benessere, per la creatività, per fiorire con il loto. L’indaco ci guida verso le scelte più giuste per noi. L’itinerario si svolge in Italia o nel Périgord o in Egitto, attraversando le tappe dei paesi della Cuccagna, per entrare in risonanza con questi antichi rituali di prosperità e di abbondanza. L’esperienza è accompagnata da un’esclusiva miscela di oli essenziali, cristalloterapia e una un'intrigante lettura di viaggio.

Il Guado

Il guado (Isatis tinctoria) è una pianta da sempre conosciuta e apprezzata per le sue proprietà tintorie legate al colore blu. Testimonianze del suo antico utilizzo provengono da India, Medio oriente e Nord Africa (in modo particolare in Egitto), mentre in Europa ha la sua massima diffusione solo in epoca tardo medioevale. La coltivazione e il commercio del guado cominciano quindi ad assumere una notevole rilevanza economica, in particolare nei territori occitani , tanto da dare origine all’espressione "pays de cocagne"– paesi della cuccagna – per indicare un luogo di straordinaria abbondanza e prosperità: le coques o cocagnes erano i pani di pasta tintoria pronti per la vendita. Anche in Italia, tra XIV e XV secolo, il guado è alla base di flussi commerciali essenziali per lo sviluppo economico di numerosi comprensori. Viene lavorato nelle zone appenniniche delle Marche settentrionali , in alcuni territori toscani , piemontesi e liguri, ma anche in altre parti del paese. Il suo pigmento blu trovava impiego, oltre che per la colorazione dei tessuti, in molti settori artistici, dalla miniatura dei manoscritti alla decorazione della terracotta, ai quadri dei grandi artisti rinascimentali: ha avuto largo impiego, ad esempio, in numerosi dipinti di Piero della Francesca, il cui padre era un ricco mercante di guado di San Sepolcro.

L’Indaco e l’Egitto

Molto probabilmente i primi umani a distinguere chiaramente il blu o indaco – e ad apprezzarlo – furono gli Antichi Egizi, circa 6mila anni fa. Gli egiziani, davano a questo colore una valenza divina e per poterlo utilizzare in quantità, erano soliti coltivare il guado e ad importare i lapislazzuli dalle terre del Medio Oriente. Il blu egiziano veniva usato per dipingere ceramiche e statue, per decorare le tombe dei faraoni e nelle pitture parietali. (...)