Il giro del Mondo in 80 giorni - Jules Verne

con recensione di Natascia Tieri

Il giro del mondo in 80 giorni: un'avventura senza tempo

Quest'estate ho finalmente deciso di tuffarmi nell'avventura di Phileas Fogg e Jean Passepartout, i protagonisti de Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne. Un libro che, da bambina, mi aveva affascinato grazie al cartone animato e alla sua iconica mongolfiera.

La trama: una sfida contro il tempo

Il romanzo ci catapulta nel XIX secolo, in un'Inghilterra vittoriana, dove il ricco e stimato gentiluomo Phileas Fogg, stanco della monotonia della sua vita, scommette con i membri del Reform Club di compiere il giro del mondo in soli ottanta giorni. Accompagnato dal suo fidato valletto francese, Jean Passepartout, Fogg si imbarca in un viaggio epico, attraversando continenti, mari e affrontando mille peripezie. Tra inseguimenti, colpi di scena e incontri inaspettati, i due protagonisti si troveranno a sfidare non solo le distanze geografiche, ma anche le convenzioni sociali e i pregiudizi dell'epoca.

Curiosità sul romanzo

  • Un'opera visionaria: pubblicato nel 1872, Il giro del mondo in 80 giorni è considerato uno dei primi romanzi di fantascienza. Verne, con la sua straordinaria immaginazione, anticipò molte delle innovazioni tecnologiche del XX secolo, come le ferrovie transcontinentali e i grandi piroscafi.
  • Ispirazione per i viaggiatori: il romanzo di Verne ha ispirato generazioni di viaggiatori e avventurieri, alimentando il desiderio di esplorare il mondo.
  • Adattamenti: oltre al celebre cartone animato, Il giro del mondo in 80 giorni è stato adattato in numerosi film, serie televisive e fumetti, a testimonianza della sua popolarità duratura.

Un viaggio ai nostri giorni: è ancora possibile?

Oggi, grazie ai moderni mezzi di trasporto, compiere il giro del mondo in ottanta giorni è molto più facile rispetto ai tempi di Verne. Aerei, treni ad alta velocità e navi da crociera ci permettono di raggiungere qualsiasi destinazione in tempi relativamente brevi. Tuttavia, l'avventura di Fogg e Passepartout ci ricorda che il vero valore di un viaggio non sta solo nel raggiungere la meta, ma nell'esperienza vissuta lungo il percorso.

Sarebbe un vero piacere per me esplorare il mondo in 80 giorni, ma con un approccio più ponderato nell'esplorazione delle destinazioni, a differenza di Phileas Fogg e Passepartout, e una certa velocità negli spostamenti.

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