con recensione di Natascia Tieri
Quest'estate ho finalmente deciso di tuffarmi nell'avventura di Phileas Fogg e Jean Passepartout, i protagonisti de Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne. Un libro che, da bambina, mi aveva affascinato grazie al cartone animato e alla sua iconica mongolfiera.
Il romanzo ci catapulta nel XIX secolo, in un'Inghilterra vittoriana, dove il ricco e stimato gentiluomo Phileas Fogg, stanco della monotonia della sua vita, scommette con i membri del Reform Club di compiere il giro del mondo in soli ottanta giorni. Accompagnato dal suo fidato valletto francese, Jean Passepartout, Fogg si imbarca in un viaggio epico, attraversando continenti, mari e affrontando mille peripezie. Tra inseguimenti, colpi di scena e incontri inaspettati, i due protagonisti si troveranno a sfidare non solo le distanze geografiche, ma anche le convenzioni sociali e i pregiudizi dell'epoca.
Oggi, grazie ai moderni mezzi di trasporto, compiere il giro del mondo in ottanta giorni è molto più facile rispetto ai tempi di Verne. Aerei, treni ad alta velocità e navi da crociera ci permettono di raggiungere qualsiasi destinazione in tempi relativamente brevi. Tuttavia, l'avventura di Fogg e Passepartout ci ricorda che il vero valore di un viaggio non sta solo nel raggiungere la meta, ma nell'esperienza vissuta lungo il percorso.
Sarebbe un vero piacere per me esplorare il mondo in 80 giorni, ma con un approccio più ponderato nell'esplorazione delle destinazioni, a differenza di Phileas Fogg e Passepartout, e una certa velocità negli spostamenti.
https://amzn.to/3Vd6zBL
Richiedi informazioni
Antonio di Grado
Barbara Distefano
Sara Gianotto
Paola Zoppi